Presidente palestinese Abu Mazen


Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: "Se volete la pace riconoscete, il diritto all'esistenza di Israele" di Emanuel Segre Amar , 13/06/2013 19:21:32 Gerusalemme, 24 di Sivan 5773, 2 Giugno 2013. Sua Eccellenza Mahmoud Abbas, Sono nato nel 1944 a Gerusalemme, dove i miei genitori si rifugiarono, per sfuggire alla deportazione, che, minacciava tutti gli Ebrei d’Italia, a causa dell’occupazione tedesca. Per ragioni politiche, che, mi trovano in disaccordo, non posso incontrarla durante la nostra visita in Israele, e nei territori ANP, quindi, le invio questa missiva per mezzo: del Sindaco di Torino, Piero Fassino. Io credo personalmente che i palestinesi appartengano a questa terra santa martirizzata. Ma credo, altresì, che l’ostacolo maggiore, al raggiungimento di una pace duratura, sia la mancanza di volontà degli Arabi, di riconoscere il diritto degli Ebrei a essere Popolo Sovrano, nella nostra Terra Madre: in Medio Oriente. Il conflitto è sull’esistenza stessa d’Israele, non sulla sua grandezza o frontiere. Per circa duemila anni, in seguito alla distruzione di Gerusalemme, da parte dell’esercito imperiale Romano, la maggior parte del Popolo d’Israele, è vissuta in esilio, dai propri luoghi santi, mantenendo vive la propria religione, lingua e usanze, in un atto, senza eguali, di memoria collettiva. Gli Ebrei sono sempre vissuti nella Terra d’Israele, anche dopo, la deportazione da parte dei Romani; siamo vissuti a centinaia di migliaia per 2.000 anni, in tutto il Medio Oriente, dall’Iraq all’Egitto, dalla Siria a Gaza, compresa la Penisola Araba, come scritto anche nel Corano. Noi Ebrei siamo sempre rimasti fedeli, alla nostra cultura e al nostro Retaggio, anche attraverso, continue sofferenze, bersagliati dovunque, ci stabilivamo dal risentimento, e dalla xenofobia degli ospiti, tuttavia, senza mai dimenticare Gerusalemme, la Città Santa, di tutta la nostra storia, menzionata almeno tre volte, al giorno nelle nostre preghiere e OGNI VOLTA, che, abbiamo mangiato del pane, o dei frutti tipici della Terra d’Israele, come fichi, datteri, uva, ecc.; una città in cui abbiamo sempre vissuto, tranne che, durante l’occupazione dei Crociati, e dove almeno, sin dalla metà del XIX Sec. E.V. noi Ebrei siamo sempre stati, la maggioranza assoluta degli abitanti. Nessun altro popolo nella Storia ha sperimentato una tale sofferenza immeritata, o dedicato altrettanta energia al ricordo, e al lutto per i propri morti.
Questa è anche la storia della mia famiglia: una storia di persecuzione e di redenzione.
Le Nazioni Unite votarono a stragrande maggioranza, per riconoscere lo Stato d’Israele come membro, e come patria in cui gli Ebrei potessero finalmente, vivere come Popolo Indipendente e Sovrano. Israele è sempre stata, per gli Ebrei un anelito di libertà, il modo, per acquisire l’auto-governo, il cui ricordo avevano mantenuto in vita per duemila anni nella memoria. Com’è noto, l’odio è ricominciato, ora diretto, ad Israele e ai Suoi Cittadini Ebrei. Come possiamo rompere quest’orribile catena di aggressioni terroriste e risposte difensive, dopo quasi settant’anni di conflitto e odio? La pace può essere raggiunta, solo con il riconoscimento, in Medio Oriente d’Israele, come il focolare nazionale del Popolo Ebraico, come già deciso dalla Conferenza di San Remo del 1920; aggiungendo, lo Stato d’Israele in tutte le carte geografiche, usate nelle scuole del mondo islamico, specialmente nelle scuole palestinesi; la promozione di interazione e collaborazione tra scienziati, studiosi, artisti e atleti; l’abbandono della delegittimazione, d’Israele alle Nazioni Unite; la messa fuori legge, dei gruppi terroristi miranti all’uccisione: d’Israeliani e alla distruzione d’Israele; la fine dei boicottaggi economici: contro Israele; infine, ma non per importanza, la proclamazione di fatwa: da parte di teologi che proibiscano l’assassinio degli “infedeli”. Signor Presidente, i soldati israeliani non usano bambini come scudi: quando iniziano un conflitto: a fuoco coi terroristi, le scuole e le colonie estive israeliane: non fanno il lavaggio del cervello agli alunni perché: compiano azioni violente contro i civili, gli esponenti religiosi d’Israele non tessono: le lodi di bambini che compiono azioni terroriste. Credo che il modo in cui l’Autorità Palestinese: educa i propri bambini e la propria società: sia un indicatore chiave. delle sue vere intenzioni. Nonostante tutto ciò, non voglio perdere la speranza, che, Lei lavorerà duro per costruire una vera cultura di pace durevole. Cordialmente. In Fede, Emanuel Segre Amar – Vice Presidente della Comunità Ebraica di Torino.



Egitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso»
di Leone Grotti
13/06/2013 11:14:56 www.tempi.it - «Hamed Abdel-Samad è un apostata, ha messo in discussione l’islam in modo palese e ha detto che è una cattiva religione, fascista. La sua punizione dovrebbe essere la morte». Così Mahmoud Shabaan, professore di retorica all’università di al-Azhar, la massima autorità sunnita dell’Egitto, ha accusato Abdel-Samad, ricercatore in studi politici e islamici e autore di libri critici dell’islam considerati blasfemi in Egitto, che ha partecipato lo scorso 4 giugno a un forum in Egitto dal titolo “Fascismo islamico”.
«DEVE ESSERE UCCISO». Secondo Abdel-Samad, musulmano «poco osservante», «l’islam è diventata una religione fascista, mentre ai suoi inizi era aperta al pluralismo. Credo che dovrebbe rigettare la sharia e il jihad». Per queste parole il professore di al-Azhar è intervenuto pubblicamente in televisione, sul canale conservatore Hafaz, affermando: «Anche se si pente di quello che ha detto, deve essere ucciso. Il suo pentimento potrà servirgli quando si incontrerà con Dio nell’aldilà, ma ora deve essere ucciso». Anche Assem Abdel-Maged, membro del partito ultraconservatore Al-Jamaa Al-Islamiya ha fatto un appello pubblico a tutti i musulmani perché uccidano Abdel-Samad.
«ISLAM FASCISTA». Il ricercatore ha chiesto protezione alle autorità egiziane: «Questo è terrorismo ideologico, quello che penso può essere ritenuto giusto o sbagliato ma ho il diritto di dirlo. Shabaan ha dato a tutti i musulmani il diritto di uccidermi e ho già ricevuto una marea di insulti e minacce su Facebook e Twitter. È curioso che cerchino di difendersi dalle accuse di fascismo con un’azione fascista, cioè uccidere qualcuno solo per aver espresso un’idea».
PROTESTA ANTI-MORSI. Abdel-Samad ha chiesto anche al presidente dell’Egitto Mohamed Morsi, membro dei Fratelli Musulmani, di esprimersi su questa vicenda. Larghe frange della società egiziana accusano Morsi di tollerare il crescente estremismo islamico in Egitto e il 30 giugno ci sarà al Cairo una grande manifestazione di piazza per chiedere elezioni presidenziali anticipate.





Delirio: a Modena i poliziotti devono imparare l’arabo, per non urtare gli immigrati
di voxnews.info/ /
06/06/2013 18:56:55 Chiamala se vuoi “integrazione”. Dopo il divieto dei bagnini donna per non urtare la “sensibilità” degli immigrati islamici, ecco il corso di arabo per la polizia locale. Devono integrarsi, questi italiani.

Non sono gli immigrati a dover imparare l’italiano, siamo noi a dovere imparare la loro lingua. E questo è il miglior biglietto da visita per capire cosa intendono, gli xenofili, quando parlano di “integrazione”: adeguarsi agli immigrati e alle loro “culture”.

Accade a Modena in Emilia, dove i membri della Polizia Locale hanno dovuto frequentare un corso per “capire come porsi verso gli immigrati arabi attraverso la loro lingua”. Avessero ad urtare la loro sensibilità esprimendosi in italiano. Il corso di 30 ore si tiene al “portierato sociale Errenord” e avrà un costo – per i contribuenti – di circa 30mila euro.

La Lega parla di “pagliacciata” e di “soldi sprecati per insegnare l’arabo ai poliziotti, quando dovrebbero essere gli immigrati ad imparare l’italiano”. I soliti razzisti.


La morte di Osama Bin Laden: strepitoso successo di Obama, grave sconfitta per gli USA e per l’Occidente"-Parte Prima
di Andrea Tedesco
04/06/2013 15:09:42 L'uccisione di Osama Bin Laden, presunto trionfo di Obama, che ha contribuito alla sua rielezione alla guida del paese, è stata in realtà una grave sconfitta degli USA alla luce delle scelte strategiche devastanti per gli interessi americani operate in politica estera da Obama, prima fra tutte la sua esplicita e spudorata promozione dell'islam radicale, nemico giurato dell'America e dell'Occidente.
Questa sconfitta è stata però fatta passare per il suo opposto grazie alla mistificazione della realtà attuata dalla sinistra e dai mass media, a conferma del ruolo estremamente pericoloso giocato dall'ideologia progressista e dai gestori dell'informazione in questo frangente storico.
Come emerge da un'analisi anche superficiale della gestione politica dell'eliminazione del leader Jihadista, Obama, infatti, avrebbe forse potuto sconfiggere definitivamente Al Qaeda, se fosse stato realmente consapevole della minaccia posta da quest’organizzazione alla sicurezza degli USA e avesse anteposto gli interessi del proprio paese a quelli elettorali. Obama decise di annunciare al mondo la sua presunta vittoria senza indugi perché fremeva dal desiderio di raccogliere consensi elettorali, incurante delle implicazioni della sua scelta per le sorti della guerra ad Al Qaeda.
Come evidenziato dalle critiche rivolte al presidente dagli stessi Navy Seals, dai vertici delle forze armate e dai responsabili della sicurezza, con il suo annuncio immediato, Obama mise in allerta la rete terroristica Jihadista.
La sua prematura rivelazione precluse la possibilità da parte della CIA, del Pentagono e tutte le organizzazioni governative coinvolte di utilizzare il preziosissimo bottino d’informazioni recuperato nel rifugio del capo di Al Qaeda per infliggere il colpo di grazia all'organizzazione terroristica islamica. Se la stampa non avesse impedito un dibattito neppure troppo approfondito intorno alle accuse dei militari, Obama, con ogni probabilità, non sarebbe stato rieletto.
Nonostante le ripetute esternazioni a conferma del contrario a uso e consumo degli elettori, Obama mostrò con i fatti, nello specifico attraverso la compromissione della potenziale vittoria definitiva sul nemico, di non percepire la gravità della minaccia di Al Qaeda.
Questo fatto, tutt'altro che sorprendente, è in linea con l'appartenenza di Obama a quella sezione dello spettro politico e culturale etichettabile come estrema sinistra, per sua natura anti-americana, anti-occidentale, anti-sionista, anti-cristiana, e convinta che, nella migliore delle ipotesi, l'attacco dell'11/09/2001 sia stato una reazione comprensibile all'imperialismo americano, nella peggiore un complotto di Bush.
In qualità di esponente di spicco di questa componente politica, Obama ha quindi sempre ritenuto di poter sconfiggere il terrorismo islamico non con la forza delle armi, ma con la rinuncia degli USA al ruolo di superpotenza militare e "sceriffo del mondo", la profusione di scuse per l'inesistente passato coloniale, l'apertura all'islam, il dialogo incondizionato e la promozione dell'islamismo.
Se l'elettorato americano fosse stato a conoscenza dell'inquietante passato politico e culturale del candidato Obama, e del suo bagaglio di disprezzo viscerale e ideologico per l'America e i tradizionali valori di Dio, Famiglia e Patria che l'hanno resa grande, sarebbe forse riuscito a vedere oltre lo specchietto per le allodole del colore della pelle.
Il persistere oltre ogni limite ragionevole dell'enfasi da parte della sinistra sulle discriminazioni ai danni dei neri piuttosto che sui progressi compiuti nel loro affrancamento, aveva creato, infatti, un clima favorevole all'elezione di un presidente afro-americano a riscatto definitivo degli errori del passato.
I mass media, però, fin dall'inizio della campagna elettorale difesero a spada tratta Obama liquidando ogni legittimo dubbio sul suo passato come espressione di razzismo.
L'uccisione di Osama Bin Laden poté dunque contribuire alla rielezione di Obama grazie all'occultamento mediatico non solo di alcuni fatti scomodi che circondano il suo comportamento in quelle circostanze, ma anche e prima ancora, degli “scheletri radicali e rivoluzionari” nascosti nel suo “armadio culturale e politico”.
In ogni caso, limitandoci a considerare esclusivamente la morte di Osama Bin Laden come possibile fattore chiave nella rielezione, è più probabile che questo evento abbia riguadagnato al presidente voti soprattutto tra la maggioranza bianca, piuttosto che la minoranza nera, e guadagnato più probabilmente qualche consenso tra i repubblicani, piuttosto che i democratici. Non pochi, infatti, all'interno dell'elettorato democratico, che include la maggioranza degli afroamericani e rappresenta i sostenitori "tradizionali" di Obama, in realtà, dopo lo shock iniziale, si convinsero, come del resto il loro presidente, che l'attacco dell'11/09/2001 fosse una comprensibile reazione del Terzo Mondo alla politica estera degli USA.
Almeno costoro, da sostenitori "irriducibili" di Obama propensi a giustificare le azioni di Osama Bin Laden, avrebbero comunque con ogni probabilità riconfermato la preferenza a Obama, anche se non avesse ucciso lo sceicco saudita.
Chi non aveva espresso la sua preferenza per Obama, oppure, dopo averlo fatto, aveva forse notato con preoccupazione i suoi tentativi malcelati di trasformare l'America in un qualunque paese social-democratico a immagine delle democrazie europee, potrebbe però aver frainteso il senso della morte di Osama Bin Laden.
I voti conquistati, o riconquistati, da Obama è probabile che siano arrivati da chi non è riuscito a spingersi oltre la cortina di fumo mediatica generata intorno all'evento e a coglierne il significato di manovra puramente elettorale controproducente per la guerra al terrorismo islamico.
Infatti, la riduzione del nemico islamico a uno sparuto gruppo di fanatici che avrebbero scelto il metodo discutibile della violenza per esprimere le proprie legittime rivendicazioni ha consentito a Obama di creare con l'eliminazione di Osama Bin Laden un falso senso di sicurezza nel popolo americano.
Grazie a questa pericolosa semplificazione della natura e dell'entità del problema, Obama è riuscito anche a sdoganare l'islamismo dei Fratelli Musulmani spacciandoli per moderati, nel confronto con Al Qaeda, sulla base della loro apparente condanna del ricorso alla violenza come strumento di attuazione della Jihad.
In realtà, come ben sapeva il deposto dittatore Mubarak, il quale non per caso aveva trattato alla stregua di fuorilegge la Fratellanza impedendole di partecipare alle elezioni in Egitto, i Fratelli Musulmani sono notevolmente più pericolosi di Al Qaeda.
Questi islamisti, infatti, condividono con Al Qaeda e i Salafiti le mire espansionistiche di rifondazione del Califfato e d’islamizzazione globale, ma hanno fatto propria la subdola strategia impiegata a suo tempo dal Profeta e suggerita ai fedeli nel Corano.
Essi fingono cioè moderazione ed evitano il ricorso alla violenza solo se e quando in condizioni d’inferiorità, in modo da evitare il rischio di ritorsioni violente e agevolare la conquista del potere attraverso un processo di progressiva e graduale infiltrazione e persino eventuale partecipazione a elezioni democratiche.
In Egitto, i Fratelli Musulmani “prendono i due proverbiali piccioni con una fava” sfruttando a proprio vantaggio le violente scorribande dei Salafiti ai danni delle minoranze etniche e religiose o dei musulmani veramente moderati.
Da una parte essi lasciano ai Salafiti il compito di eliminare i potenziali nemici politici o incutere il terrore tra la popolazione, dall’altra condannano il loro operato di fronte ai giornalisti occidentali al fine di rendere più credibile la loro messa in scena agli occhi dell’ingenuo Occidente, spingendosi a volte fino al punto di arrestare i colpevoli di stupri o assalti alle Chiese per poi rilasciarli qualche giorno dopo.
Questa è proprio la strategia di basso profilo utilizzata nell'invasione islamica "moderata" dell'Occidente caratterizzata da un processo di “libanizzazione”, cioè di crescita a macchia di leopardo, cui si associa la fondazione di un numero crescente di moschee controllate dai Fratelli Musulmani.
Obama con il suo esplicito sostegno ai Fratelli Musulmani ha inaugurato in l'Egitto l’inizio della caduta di tutto il Medio Oriente nelle mani dell'islam radicale compromettendo la sicurezza non solo di Israele e dell'Europa, ma anche degli USA, sempre più infiltrati con il suo consenso e la sua connivenza da islamisti di ogni genere.
Fine parte prima


Appello di Padre Nader Jbeil per la liberazione della nipote Miryam
di Padre Nader Jbeil
31/05/2013 08:21:52 Carissimi fratelli e sorelle, sono Padre Nader Jbeil.
Purtroppo, tre giorni fa, delle persone armate (terroristi islamici) sono entrate nel mio ufficio di Damasco in mia assenza. Hanno distrutto tutto, ma non è questo il problema: ho nel cuore un dolore ancora più grande perché, durante questa incursione, hanno rapito mia nipote Mimo (Miryam), l'unica figlia di mia sorella Rima. Miryam ha appena 15 anni.
Ora sono a Damasco e sono riuscito a contattare il gruppo islamico che l’ha rapita: stiamo cercando di trattare.
L’unica nota positiva è data dal fatto che è ancora viva.
Quotidianamente vengono rapite molte ragazze ed io mi impegno costantemente e nel difendere i cristiani perseguitati e nel salvarli dalla violenza.
Sono stato, e continuo ad essere presente fra loro: fra feriti, moribondi, anziani, bambini ed orfani. Sono fra chi non ha più nulla. Ho vissuto, e vivo, la loro disperazione e sono la loro voce in Italia ed in Europa.
Ora tocca a me sentire questa spada che mi sta spezzando il cuore e l’anima.
Rimaniamo sempre uniti nella preghiera. Una preghiera coraggiosa, fiduciosa e costante.

Vostro fratello in Cristo

Beach steward, team senza donne «Per non offendere i musulmani»
di Mauro Zanutto
30/05/2013 18:52:53 da corriere.it - JESOLO—Nessuna donna tra i beach steward, per non offendere la religione musulmana. Per l’estate 2013 la task force steward di spiaggia sarà composta da soli uomini. «Nessuna discriminazione», premette il numero uno di Federconsorzi, Renato Cattai. E’ stato lo stesso presidente dell’associazione che raggruppa i gestori dell’arenile jesolano a darne notizia il giorno di presentazione del servizio di spiaggia lanciato un anno fa, e ora tra i più clonati d’Italia. «Nel 2012 le ragazze hanno svolto benissimo il loro compito —ripete Cattai —ma abbiamo rilevato che in vari casi sono state motivo di tensione con gli immigrati e non certo per colpa delle operatrici». Il motivo? La diversa considerazione della donna nella religione musulmana. «Abbiamo riscontrato che il musulmano non tollera di essere rimproverato da una donna— continua Cattai —la considera un’offesa, si agita, risponde in malo modo, creando situazioni di tensione. E così abbiamo deciso di impiegare solo maschi».






















Lettera al Presidente palestinese Abu Mazen: "Se volete la pace riconoscete il diritto all'esistenza di Israele"

13/06/2013 19:21:32di Emanuel Segre AmarEgitto, ricercatore musulmano critica l’islam e viene attaccato in tv: «È un apostata e deve essere ucciso»

13/06/2013 11:14:56di Leone GrottiDelirio: a Modena i poliziotti devono imparare l’arabo, per non urtare gli immigrati

06/06/2013 18:56:55di voxnews.info/ /La morte di Osama Bin Laden: strepitoso successo di Obama, grave sconfitta per gli USA e per l’Occidente"-Parte Prima

04/06/2013 15:09:42di Andrea TedescoAppello di Padre Nader Jbeil per la liberazione della nipote Miryam

31/05/2013 08:21:52di Padre Nader JbeilBeach steward, team senza donne «Per non offendere i musulmani»

30/05/2013 18:52:53di Mauro ZanuttoAiutiamo i profughi cristiani in Siria

30/05/2013 12:53:37di Silvana De Mari'Islam e Moschea', Magdi Allam: “il sindaco di Crema non conosce il significato dell'Islam, del Corano e della biografia di Maometto”

25/05/2013 10:08:44di Emanuele MandelliFrancia: è possibile conciliare l'islam con la laicità? Intervista a Abbruzzese

24/05/2013 14:14:21di Pietro VernizziMedia e terrorismo: Allah è grande (e virtuale)?

24/05/2013 09:47:17di Domenico NasoSoldato ucciso con machete a Londra

22/05/2013 20:32:51di Ansa .Olanda riconosce la poligamia: celebrata la prima unione legale

22/05/2013 20:14:51di VoxNews ‘Islam e moschea’, la Lega raccoglie ancora firme e ne parla con Magdi Allam

22/05/2013 20:00:44di www.cremaoggi.it /Ue: 800 cittadini europei combattono a fianco dei ribelli siriani.

22/05/2013 14:27:18di \ www.imolaoggi.itRizana Nafeek, giovane cristiana cingalese, decapitata in Arabia Saudita

22/05/2013 11:28:04di www.mattinonline.ch /A Colle Val D'Elsa la nuova moschea "italiana" megafono dell'integralismo islamico

19/05/2013 09:17:31di Magdi Cristiano Allam. La verità non esiste più, trionfano la dittatura finanziaria ed islamica

22/10/2012 07:56:22di Magdi Cristiano AllamUna bellissima notizia: il premio Nobel per la pace all’Unione Europea (impegnata nell'islamizzazione dell'Europa!)1

6/10/2012 11:42:45di Silvana De Mari Le stragi in Siria: se la cristianità non afferma che l'islam è un nemico mortale sarà spazzata via